Chasing Voices – Scold – Preserved Istincts

Quanto un’ipnosi puo’ essere deleteria e quanto puo’ essere di contro magica e ispirata? Per poter avere le idee chiare su determinati fenomeni musicali occorre una calma Zen, molta pazienza e sicuramente la legge del Tempo, che si dice sia galantuomo, ed invece molto spesso aiuta solo a dimenticare e,sempre in modo piu’ superficiale, a fruire velocemente forme e colori che meriterebbero piu’ attenzione, piu’ riflessioni e piu’ consapevolezza della materia affrontata.Dietro un Disco c’è un artista, in quell’artista c’è un mondo, composto da una moltitudine di pulsioni,sensazioni,angosce,gioie,drammi e successi,ansie e rivelazioni, condizionamenti e rivalse destinate a materializzare un quadro sonoro le cui tinte sono linee in cui cercare una via che possa liberare un linguaggio tanto corporeo quanto mentale.Comprendere un disco,riceverne i messaggi,assimilarli o rifiutarli,collocarlo nella sua giusta dimensione storica e qualitativa sembra cozzare con la contemporaneità fatta di connessioni veloci che regalano Musica intrattenimento,qualsiasi essa sia,e non piu’Musica Cultura,quando un Disco era non solo l’artista che lo produceva,ma le persone che vivevano metafisicamente una causa mediata da sensazioni che facevano sentire le persone insieme,le persone unite,dietro a un Disco che spingevano con la forza della passione acquistandolo e non delegando all’etere o all’iperuranio internettiano o peggio ancora ai nuovi proto esperti di marketing gli hypes da imporre attraverso estetiche che conosciamo alla nausea a tal punto che padri e madri dovranno dire ai lori figli ti vesti come mi vestivo io trenta anni fà…senti musica tale e quale e anche peggiore di trenta venti anni fà.Una generazione che non crea annasperà sempre su idee vecchie e vissute da altri.

Avevo promesso a me stesso che non avrei piu’ scritto su questo ensemble d’oltre oceano,ho comprato i dischi,ne ho scritto per primo in un mare di noia musicale, usandolo come scudo per difendermi da ascolti troppo stereotipati,troppo omologati e sinceramente destinati e vogliosi di far parte di un mondo che possa garantire momenti di timida e lieve notorietà( perchè di quello si tratta,poi si sgonfierà tutto vedrete) e non quell’antagonismo che è base imprescindibile per bruciare suono e passione.Ho subito apprezzato l’attitudine di questo progetto made in New York,laddove dietro ogni release ci dovrebbe essere un producer differente ma Shawn O’Sullivan giunge al suo secondo capitolo abbandonando suggestioni wave,come nel caso di Another Walk, e il suo grande amore,è proprio il caso di dirlo,per la dark techno,essendo su quel mood storia ed evoluzione del genere sin da quando è ragazzo,portando negli ultimi due anni a compimento monoliti quali lo split con Civil Duty sull’Americana The Corner,il razzo sonic industrial… il Weld E.P. sotto il monicker Vapauteen ( edito sulla sempre Americana L.I.E.S., label enorme che nel suo catalogo comincia a dimostrare un’attitudine onnivora abbracciando generi e sottogeneri anche se l’industrial techno è ancora relegata al disco di Shawn e visto l’appiattimento a cui è destinato il genere farebbero bene a lasciare quel gioiello come una pietra solitaria ed isolata) e poi ancora dark techno su Avian a nome 400PPM piu’ incline a contenuti di taglio Euro.Infine tutti sanno che modula feelings & machines nei Led Er Est,band che in tre anni ha già rilasciato ben quattro full lenghts,uno sulla italianissima o meglio romanissima Mannequin.Del Free Flight sulla leggendaria W.T.Records di Willie Burns ne parlero’ a parte perchè credo che con questo Scold ci sia piu’ di qualche collegamento e considerazione da operare con micro viaggi storico sensoriali.
Scold.Scold è un casino,mi chiedo,conoscendo on line Shawn con il quale ho parlato diverse volte e provando anche simpatia e affetto per questo ragazzo le cui competenze,la passione e il talento sono cosa ormai nota( c’è anche da dire che chi si permette di scrivere di Musica non dovrebbe parlare molto con i producers secondo me,anzi di regola non dovrebbe parlare proprio, nè carpire umori,tensioni e intenzioni…pero’ io mi perdono sempre anche perchè se non mi perdono io non mi perdona mai nessuno e poi qui non si vende un cazzo,c’è solo uno che compra da tantissimi anni migliaia di dischi) mi chiedo ripetutamente da mesi…ma da quale viaggio sonoro te ne sei uscito per realizzare questo cortocircuito ??? Suoni in una band Wave,hai un trip mortale con la dark techno che conosci e hai studiato da Lory D( va bene lo sappiamo tutti che la chiamavamo dark techno ma dentro Montagna Sacra c’era di tutto,non sinth post wave e boom boom loop noia) sino all’ultimo remix remake trattamento che stai preparando per Clouds,il tuo è un big circle,ne sono consapevole, che pero’ non prevedeva questo ago piu’ che ventennale,perchè di questo si tratta,e non importa se il tutto è frutto di una coscienza pianificata o di obiettivi raggiunti in modo inconscio,conta il fatto che ci troviamo di fronte ad un disco che pone diversi interrogativi,e che per me resterà centrale non solo per il periodo che viviamo,ma anche per comprendere cio’ che è successo nel decennio scorso.

Ci sono due linguaggi in questo disco,un linguaggio House di matrice Lil Louis nelle sue visioni piu’ buie mutuato in modo artificiale e totalmente bianco ed un linguaggio Techno mutuato in modo trippy e nineties che guarda ad esperienze enormi che la Techno Music ha vissuto dal 1993 al 1997 con Bandulu,sintetizzando al massimo è la grandiosa Plastikman “visione e materia” che ha poi pero’ generato mostri di loop infiniti mandati a memoria nel decennio scorso,solo che il Chasing Voices in questione è una progressione sonora di quasi un quarto d’ora in cui Techno e House tornano a giocare come due bimbi impazziti di gioia.Non la definiremo mai Tech House,meglio essere fulminati,ma c’è una transizione onesta in Scold, scevra dal dolore che quel finto e furbo ping pong ci ha procurato triturandoci i coglioni per la noia; Shawn è riuscito laddove pensavo fosse impossibile non che qualcuno si cimentasse,ma dove pensavo fosse impossibile che qualcuno riuscisse,e lui c’è l’ha fatta,questa è Techno,ma Techno di altissimo livello nel 2013.

Quanto un’ipnosi puo’ essere deleteria e quanto puo’ essere di contro magica e ispirata?

Entra come Jack U di Felix e Puff Diddy,dura un attimo,fateci caso,ma qui siamo nell’underground,la ricercatezza chiede un umore solenne e una classe anonima,sui sinth si stagliano luci ed ombre,l’incedere è Housey ma il corpo è Techno,Shawn sembra bere con naturalezza entrambi i bicchieri,è un crescendo in cui viene martellato un unico minimale tema,la plastica Hawtiniana si riverbera nelle infinite transizioni che la club culture vive…”se in Free Flight il tema sonoro viene aggredito creando visioni stile grande cinema in Scold il tema sonoro tende ad arroncigliarsi creando una tensione sempre piu’ grande che sfuma solo nel finale quasi…il Free Flight fosse la preparazione a questo Anthem di rarissima bellezza”.
Scold il disco di Chasing Voices che avrebbero dovuto capire tutti e che invece resterà l’unica luce in un buio infinito…ma se credi che un’ipnosi sonora possa poi rendere migliori i tuoi sentimenti e che questi stessi possano essere la forza per poter ancora amare la musica…dai…fai questo viaggio.

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