ROBERT HOOD-MOTOR-NIGHTTIME WORLD 3-MUSIC MAN.SYMPHONY OF ELECTRICITY.

Il Suono,la Musica, un carattere fortemente metafisico lascia sempre un’enormita’ di dubbi,riflessioni, a volte piacevoli a volte contorte, su cui costruire il proprio esclusivo viaggio di conoscenze,certezze,convinzioni che dovrebbero accreditarci quali conoscitori di una materia che cerchiamo di comprendere e studiare,guidati da una passione che si gonfia e sgonfia in relazione al valore di cio’ che seguiamo viviamo con passione e giudichiamo.L’avrei acquistato forse con solo pochi ascolti,un pre listen scheggia impazzita per non rovinarmi quell’amore per il vinile che sapete qui da queste parti viene ancora considerato come una sorta di rituale da godere nel tempo,ma la modernità ha voluto che ci ritrovassimo il disco in rete pronto per tutti gli amanti della musica della internet generation,musica che loro considerano gratis o abbonamento e ancora peggio un intratteninemento del tipo “il piatto è servito consuma velocemente e dopo qualche giorno cambia minestra che tanto è tutto buono e gustoso”,niente pensieri,ci si intrattiene tutti in questa misera allegria dell’andiamo avanti senza capire un cazzo o del quanto è bravo quest’artista per qualche giorno,ed io stesso non ho resistito e ho controllato,sentito,studiato per giorni l’album,in rete,nella rete,sempre piu’ trappola piuttosto che vera liberazione secondo me…ma oggi… finalmente mi è arrivato in tutto il suo peso il 3×12 di un sempre piu’ prolifico Robert Hood che in ben due anni,a testa alta,dipinge due capolavori che a mio modo di vedere sono le due facce di una stessa medaglia.
Un personaggio che non ha bisogno di presentazioni,l’inventore della Minimal Techno,il giovane Rapper che diviene co fondatore di Underground Resistance,una serie di dischi che sono e rappresentano la Techno con un atteggiamento sempre guerresco,un’ideologia sonora sempre proiettata verso un futuro descritto decadente ma con un piglio ed una forza ottimistica che lo anima portandolo a compiere ,a differenza di altri,la sua idea di Techno in un periodo in cui dalla Motor City,Detroit,che era è e resterà il punto piu’ alto per i veri amanti del genere, di dischi Techno,purtroppo,ne arrivano sempre piu’ pochi…e forse per come è stato svenduto il genere neanche c’è li meriteremmo di ascoltare qui in Europa,sempre che i Grandi,per come sono andate le cose,non abbiano deciso di dire stop alla elargizione del Suono.
Un’aura di misticismo comprensivo della tecnologia pervade la Musica di Robert Hood, il quale sembra entrato in una fase della sua esistenza in cui le certezze unitamente ad una forza ed un orgoglio che non scema mai lo conducono su un sentiero che sembra percorrere spedito,come se alla fine il suo sforzo,la sua battaglia sonora riesca a prevedere un raggiungimento che forse va oltre quell’idea utopica in cui da anni ci siamo rinchiusi quando affrontiamo il discorso Techno.
Il triplo.Come ben sapete è il terzo della serie Nightime World,laddove Hood incarna la sua appartenenza col Detroit Sound in un suono in cui le radici jazz sono forti e le atmosfere notturne e tremendamente affascinanti,ma questo Motor sintetizza anche le ultime,è proprio il caso di dirlo,visioni sonore di Omega,full lenght del 2010,dove i critici e gli appassionati,per quanto mi riguarda,si sono soffermati sin troppo sul film “The Omega Man”del 1971(che ha sicuramente guidato e influenzato quel disco) di Boris Sagal e troppo poco sul fatto che,a ragione,senza polemizzare Hood faceva il punto su che cosa fosse la Minimal Techno,palesandola attraverso un disco meraviglioso e riportandola sui binari della visceralità di cui il genere non puo’ far a meno e cancellando definitivamente quanto di finto e scarico sia stato progettato per essere venduto a ventenni discotecari da Sabato sera troppo stupidi per essere vissuti e spacciati per vera esperienza Techno.

E’ proprio una situazione metafisica,non so’ quanto cazzo vi possa interessare,ma il padiglione sinitro della mia Sony 7506 riprende a funzionare dopo mesi di bestemmie e Motor è li’ che aspetta solo di girare,le luci non sono forti,controllo incisioni dettagli e cose da malati del vinile,abbandono Sennheiser e Pioneer,io sono un vero scasciacuffie,è un grande difetto,rompere cose che costano parecchio,accendo una sigaretta,digrigno i denti e seguo la sequenza giusta delle tracce.

Exodus,l’elettricità si presenta per la grande riflessione dei corpi Techno fatta Suono,è “la sinfonia dell’elettricità”,sullo sfondo la Città Madre del Suono Originario,il ritmo è L’Africa che si è evoluta altrove ma vuole ritrovare l’archetipo della propria storia/intuizione attraverso una cascata di suoni che sono terra e cielo,vita e morte,drummin’giungla 2064 e sguardo rivolto ad una contemplazione notturna dello spazio,non ci sono orchestre,è lui da solo una grande orchestra per una traccia intro mostruosamente bella.
Motor City,puro Robert Hood Style,fuori da tutto,archi che sono onde,sembra girare un taglio acid ma è tutto sotto una coltre di colpi di classe in una perfezione che so’ già non verrà mai meno,sebbene i tempi non siano ad alto voltaggio come The Vision ci ha insegnato questa è Techno,anzi questa è la Techno di Detroit in un bagliore di luci che diviene sinth melodia poco dopo la metà della track spezzando la ripetitività di un funk sferzante su un minimalismo paradossalmente gigantesco,gioca con gli opposti e le tensioni liberando un finale a cui ci ha abituati negli anni alzando il tiro.
Better Life,il tamburo incita,la melodia crea già ritmo,incomincio a credere di essere in una proieziona sonora fatta concept ed il vinile mi regala una sensazione unica come se la stessi ascoltando la prima volta,è un palleggio sonoro inaudito,ci sono momenti che non riesco neanche a definirla,mi lascia li’ interdetto,forse un vero jazz elettronico da terzo millennio,momenti di PianoHouse celata magnificamente su un impianto spaced out Techno tutto deepness, ma è tutto per attimi,il minimalismo è ripetitività ma le suggestioni deviano e affascinano ,poi Robert libera il tutto e sciorina gioia quasi barocca,un film non riuscirebbe a reggere questo gioco,si inventa un finale magia e mistero in cui l’andamento della track scompare ed è come se tutto si stesse riverberando in uno specchio in cui ci siamo noi e lui.
The Wheel entra con un chiaroscuro,cardiopalma andato,un Piano che sa di oblio e di abbandono,voce che è ritmo nella struttura sonora scandendo momenti di autentica tensione,questa traccia è molto piu’ violenta di tantissimo finto rumore odierno,è un po’ come una di quelle camminate dove non sai dove andrai a finire,il finale è simile alla fase iniziale ma svuotato.Esperimento e ritmi altri.
Black Technician, chi sarebbe intenzionato e avesse gli strumenti per trasfigurarsi nel Suono Hoodiano volendo emularlo si troverebbe davvero in una situazione di incredibile difficoltà,soltanto lui compie tutto cio’,io non sento altri artisti della Techno fare tracce del genere,è un suono tutto suo,è una storia tutta sua, e titolo non è stato mai piu’ appropriato; non ci pensi neanche piu’,c’è l’hai dopo pochi minuti questa traccia che ti gira nello stomaco,gli archi cosi’ caratteristici del detroit sound sono un monito continuo,ti abbandoni alla melodia e la cosa piu’ bella è che stai amando ancora la dance music,lo stop e la ripresa sono felicità al cielo,e il tutto è incredibilmente condotto con una semplicità disarmante,zero trucchi,zero effetti speciali,colpi che garantiscono verità musicali per un finale che mantiene il disco su un livello altissimo,nessuno s’offenda,probabilmente irraggiungibile per chiunque al momento.
Learning,l’orchestra dell’elettricità Hoodiana si staglia creando un’atmosfera da epica di un futuro incerto,ignoto ma che deve essere necessariamente affrontato,la traccia piu’ breve dell’intero disco che non mi va’ di definire neanche downtempo mi convince del tutto che indipendentemente dall’incredibile impianto sonoro Hood ha trovato linee melodiche che sono soluzioni sonore e musicali ispiratissime per il suo timbro ritmico,è evidente che dopo tanto lavoro,tanta ricerca,è in uno stato di grazia come non mai secondo me.Alla luce anche di Omega,due dischi in due anni cosi’ potenti e non sono neanche a metà di Motor.Ma vedro’l’alba.
Drive,che cosa volete che vi dica,la Techno di Robert Hood.Come direbbe un mio amico…Lui accende la luce e io aggiungo incendia il mio cuore.
Torque One,se Drive era la Techno nella sua dimensione piu’ limpida qui Robert ci regala un Saggio di House Music,e non voglio essere polemico,le persone sanno che dietro questo blog non c’è finalità alcuna se non quella di comunicare e condividere pensieri sul suono,e questa traccia mi auguro sinceramente la possano ascoltare tutti i producers di House Music fermi nel secolo scorso; i colori di questa traccia sono pochi,essenziali,ma stupendamente inseriti in un quadro da cui non si puo’ distogliere lo sguardo,voce che chiama questo one…per una danza superba tesa alla ricerca della bellezza estatica…Hood nell’House,sempre uno spettacolo.
Hate Transmission ci riporta nel suono piu’ prettamente Techno,track che si ricollega al mood di Omega,che ricordiamolo è il disco che ha chiuso il decennio scorso schiaffeggiando la finzione e la decadenza del termine minimal techno inborghesito e umiliato da gente che ha solo voglia di monetizzare e lucrare; tantissima tensione,stop classico con giro acid,tre linee e una sigaretta amarissima per un episodio da vivere a occhi chiusi,schiacciasassi per un dancefloor adulto e consapevole che Robert prende per mano non escludendo nessuno,tutto è incredibilmente contemporaneo,l’ispirazione è al massimo e la classe è in ogni colpo,una di quelle tracce totali in cui spiega ancora una volte le regole del genere,coinvolgente.
Slow Motion Katrina frena il disco,ha creato una tale suggestione e un tale caos di riflessioni sul futuro,come se in modo profetico stesse avvisando dei grandi rischi dell’umanità che questa Slow Motion ti fà venir voglia di abbracciare qualcuno,la quantità di suono diversificato nel drummin’ che crea ritmo è impressionante lungo tutto il disco,un altro aiuto per le generazioni giovani ferme a una timbrica univoca e noiosa…il drummin’ha tante varianti sonore…diversificare per non annoiare e soprattutto innovare,che dolce lama questa Slow Motion Katrina.
Assembly sono i passi nella notte,la paura è sempre sullo sfondo di questo disco,un proto spoken word irrompe,giusto un attimo,ritorna,tutto è inframezzato,questa è una traccia unica,Urban Soul del nuovo millennio,taglio da rumore di metropoli industriali negli occhi e nelle orecchie di un uomo leggendario.
A time to rebuild chiude il capolavoro,io aspetto l’alba e sono felice che Robert Hood non abbia chiuso con la Techno,la sta portando avanti con una dignità una forza un’intelligenza ed un’onesta’ che per me altri non hanno,è tempo di ricostruire e come in Omega ed in questo Motor, ormai già Disco dell’anno per me, il messaggio è la sua Musica stessa,il messaggio di un Homo Bonus che conosce le sue responsabilità nonostante tutta la merda di questo mondo e non si vergogna come disse nel comunicato M Plant che è tempo di dare e condividere…e alla sua gente ha dato due monoliti che incominciano a rimettere le cose a posto o quantomeno a indicare qual’è la via che occorre percorrere per non addormentarsi in un futuro che ci vede sempre piu’ schiavi e meno liberi,quindi questa è una “traccia aperta” che guarda al futuro di una Techno Music sempre piu’ nelle mani di Robert Hood.

Advertisements

Informazioni su natilbox

violentHouseLover
Questa voce è stata pubblicata in violentHouseLover. Contrassegna il permalink.

2 risposte a ROBERT HOOD-MOTOR-NIGHTTIME WORLD 3-MUSIC MAN.SYMPHONY OF ELECTRICITY.

  1. Andrea Benedetti ha detto:

    Recensione sentita e vissuta. Bella

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...