ANCIENT METHODS – TECHNO NEL MILLENNIO

L’impatto che si ha nel credere di poter disporre e comprendere in modo immediato circa la comprensione di qualsiasi cosa è un bene,la semplicità con cui molti affrontano ogni materia è un dono che le persone hanno ed io nutro un’invidia sincera e che non maschero, il caso è che se quel qualcosa ci seduce a tal punto da poter aver bisogno di piu’ pensieri,analisi,ripensamenti,studi,allora è li’ che sorgono i problemi,perchè chi vuole capire è conscio che l’immediatezza e le intuizioni sono manna dal cielo, si ha tutto e subito e si và avanti,ma se non si è capito e soprattutto occorre fermarsi,se sorgono dubbi,allora è giunto il momento di riflettere; la Musica oggi è molto fluida,alcuni dicono liquida per via del fatto che non è piu’ tangibile,respira in una rete che probabilmente liberandola la intrappola, la si ascolta in modo piu’ veloce(gli altri),quasi una gara tra migliaia di produzioni che propongono innumerevoli sfaccettature, impensabili dettagli, commistioni feroci a volte conscie a volte no, ma nel cuore di un ascoltatore violento, nel cuore di chi ha una storia d’amore con il suono ciclicamente si presentano quei maledetti macigni che ti incollano alla realtà delle cose, che ti richiamano e ti dicono com’è la situazione,non mentendo, denudando la contemporaneità, mostrandola per cio’ che è, comunicando attraverso il suono che esorcizza e dipinge i “tempi malati ed il degrado” che viviamo…Ancient Methods è lo specchio in cui la Techno Music riflette il suo lato piu’ industriale e primordiale al tempo stesso,la risposta al de profundiis in cui la techno annaspa, ridotta ad una fiction per adolescenti su cui monetizzare in ogni modo e svuotata dei suoi significati di ribellione e liberazione,e forse il primo anello di un genere nato in modo nominale alla fine dei seventies, l’industrial, che con Trias e Conrad Protzman(attraverso l’oramai unica mente del duo Beeks),attualmente residenti a Berlino, entra nella sua terza era.

Sei perfide produzioni magnificamente “marmorizzate” in colori che conosco solo per quelle di cui dispongo,ed a quanto pare alcune difficilmente le vedro’,vista la difficoltà nel reperire questi dischi; mi sono imbattutto nel progetto Ancient Methods via Regis,producer di culto per ogni amante del genere,con il disco Ugandan Methods del 2009 su DN,Mat Oput,dove Trias,Protzman e appunto Karl O’Connor cementificavano in modo leggendario linee e intuizioni che i British Murder Boys avevano delineato magistralmente nel decennio scorso.Mi ritrovo a scrivere mentre acquisto il sesto macigno,Ugandan Methods : Sixth Method, con un pre-listen bloccato dopo pochi secondi in cui ravviso tre tracce che esplorano territori di violent Afro Beat,Benetah The Black Ark,techno che si riallaccia in modo fraterno all’immensa storia del(in quanto club,momento imprescindibile per ogni techno head che si rispetti) e della Tresor(tutti questi visionari personaggi sono legati in modo viscerale con quella cultura/storia), Between Sleep and a Sleep,ed infine She Belongs to Eternity, saggio di industrial noisy virato Techno,tutto colpi violenza e sonorità che definire distorte è riduttivo,sonorità che definire per certi versi inaudite su impianti ritmici studiatissimi e hardware che viaggiano verso un futuro che brucia nelle loro visioni è oramai sicuro.E’ stato il mio primo passo Mat Oput, lo interpretavo come una sintesi estremizzata dell’afro beat con l’industrial attraverso un’estetica decisamente connessa con la techno…”se Torsten Profrock in T++ ha schiacciato la sua timbrica verso le profondità Afro del suono 1930 1940 brillando melodia tramite l’antico strumento Ndigidi creando una commistio afrodubbytech,true Profound Music inarrivabile,Ancient Methods è l’esplosione della drammatica e definitiva unione tra la consapevolezza techno detroit(Mills in questo caso),Germany(Sandwell District),UK Techno(Regis,Surgeon,Bicknell,Ruskin),con la storia dell’industrial nella sua completezza storica ma identificata e giustificata da uno sviluppo impensabile”…pensieri incombono a forza di ritmo e ricerca.
Le prime due releases sono sinceramente il pensare di cio’ che sarà,grandissima Techno,ma ancora troppo legata a stilemi a noi noti,eppure nella mia personalissima visione sono necessari,proprio perchè ritmo e suono,percorsi e scelte sono in magnifica dichiarazione,incedere sempre marziale,eserciti e masse oppresse,tracce tutte giustamente untitled(i progetti indefiniti non vanno titolati),cieli neri si stagliano all’orizzonte,immagini opache e grigie,la traccia ambient sul first avverte che il climax è post nucleare,First Method quarta traccia è quanto di piu’ fortunato potreste trovare nelle mani di un dj che non vuole esser fissato negli occhi mentre si perde nel suono tagliato,nel suono che chiede di essere evoluto e reso autentico dopo tanta plastica al cielo in questi anni.Il Second Method è il disco che ha incominciato a crearmi dei problemi,fermo su riflessioni che certa UK Techno e certa Techno Tedesca avessero sempre colto il lato piu’ estremo del sound Detroitiano e meno conservatore mischiandolo con certe intuizioni che vanno dall’industrial o meglio dai Coil percorrendo velocemente oltre trenta anni di suono e lamiere ho riflettuto sul percorso che stavano intraprendendo ma non essendo certo di cogliere ispirazioni e non volendo fare confusioni inutili l’ho decodificato come un bagliore di luce nera,qualcosa che avvertivo si stesse sviluppando ma non ne decretavo intendimenti,l’Untitled A1 è una meraviglia,omogenea nel suo incedere,il noise è scandito esclusivamente dal ritmo univoco,voce militante e ripetiva il giusto,nessuna sbavatura per quattro tracce granitiche,disco comunque da avere,il livello è già altissimo.Dopo questi che sono già due monoliti un Ancient Method/Various con Svin, Pflum, Olsen e Copyflex per la traccia Eat like Hawks,a trovare amici e scena sul genere,traccia magnifica,due livelli di drummin’che sembrano uniti dal contrasto ,una cascata di suoni,voci femminili,orgia mostruosa,i robots sono sopravissuti alla civiltà industriale, produzione che non dovete sottovalutare con gli Ancient sulla ormai nota The Whip,che rappresenta il primo vero grande risultato,non per bellezza,ma per aver sintetizzato definitivamente il raggiungimento dei propositi prefissati,il suono della fantapaura,vite controllate,musica monito ai pericoli dell’omologazione,sempre una voce femminile ma lontanissima,un momento impercettibile di umanità o di cio’ che ne rimane e che in The Third e Fourth Method chiameremo The New Medieval Post Industrial.Third Method dicevamo,le tracce vengono titolate,quasi fossero ora quadri che meritano di avere titoli evocativi,l’oscurantismo che pervade questo lavoro dice che attraversiamo un’epoca con poche luci,l’evoluzione sonora ricercata compie il salto di qualità che si era cercato nelle precedenti produzioni,White Flames è il cristallo con uno stop rimando…verso la loro stessa prima produzione…epilessia con tracollo ogni volta che il drummin’sembra precipitare nel vuoto ed in poche frazioni di secondo risalire a noise compatto,schizofrenia immagine,teste ferme,realtà incontrollata,sensazione di droga potentissima,pericolosissimo piegarsi verso il basso,White Flames è la melodia dell’infarto.Else è un film che non ha bisogno di immagini,la crudeltà del medioevo,ripresa esteticamente dalle copertine(chissà quante letture per questi ragazzi del freddo nord),è una fonte di ispirazione e vi costruiscono un’epoca non tanto immaginaria e contemporanea dove barbarie, idiozia,follia,guerre,ingiustizia sociale sono all’ordine del giorno e ci si puo’ solo ed esclusivamente rivolgersi ad una salvifica catarsi sonora,che risponde con battito guerresco,traccia battaglia per la sopravvivenza,perfezione sonora,melodia solennità,una cerimonia della nuova resistenza techno,che sembra come in passato perdere la sua umanità e tornare nuovamente faceless techno pronta ad accogliere una rinnovata autenticità,partiture ritmiche intricatissime,tutto è fottutamente nuovo,tutto è fottutamente ancestrale,sembra che i contrasti,gli opposti stiano bruciando nella technology music.Ugandan Methods in un mix ulteriore esplosione.Burning l’altro cristallo in cui si è immobili e la realtà sonora mai resa psichedelica viene simulata a velocità cinematicochimiche.Il Fourth Method è il mio dramma personale,a questo punto credo il disco che non trovero’ mai,il lavoro che mi ha fatto pensare al passato ed iniziare la ricerca e che mi ha convinto che era tempo di tornare a scrivere,paradossalmente per un vinile che non ho,scendo giu’ nel “Box del Box” e vado ad aprire qualche vecchia borsa,impreco contro il duo Beeks e dico, ma vedi se io a questa età devo andare a riprendere certi dischi,cerco Mynox Layh e altri che non ho voglia di citare appartenenti al periodo “outta rave bolognese negozio Decontrol”,pieni nineties, che mi ricordano tempi della mia vita davvero andati,vado a cercare dischi targati seconda era industrial,viaggio tra tracce e produzioni fine eighties,rumorismi folli ma sempre scolpiti,trovo qualcosa,strutture a cui i Methods si sono ispirati sicuramente,ma distruggedo la stanca wave side…”se idealmente OV Power e tutto il suo concept e Those Who Do Not nella prima era nominale del genere erano gli album degli Psichyc TV che nella scena industrial appunto affrontavano i temi dell’antichità relegata ad improbabili ma fascinose suggestioni casuali,nella seconda era del genere è possibile trovare punti di contatto non estetici ma strutturali con il progetto Ancient Methods”…in sostanza gli Ancient Methods e tutta questa sensibilità che si ricollega ovviamente al genere, enuclea e riesuma dal passato cio’ che puo’ essere introdotto nella techno music,trasformando,rinnovando,creando qualcosa di unico.Il Fourth Method è un disco bellissimo,vengono meno nuovamente i titoli,Fourth Method B2 è la mattanza drittissima,forse il momento umano,con ipno sith e rumori di cristalli a spostare nuovamente l’immagine,sintesi totale delle visioni e dei generi affrontati,anni di duro lavoro per creare un suono di siffatta bellezza che si materializza in tre assalti per uno stato dell’arte senza compromessi.Un disco che cerchero’per sempre,il Fourth Method è il disco Santo Graal per me.Il Fifth Method sono i Barbari in festa,mai cosi’ groovosi,niente titoli anche qui,melodie per tre Anthem valorizzati da una ricerca melodica che dovrebbe spiegare a chiunque che stiamo sempre e comunque parlando di musicisti del nuovo millennio,i primi secondo me; la track A1 vibra su un ritrovato groove,ma attenzione sempre su di una Squashed Techno,come dicono gli Americani,terrorismo sonoro e perdita dei sensi,da ripresa il mantra melodico dopo sette minuti di guerra estenuante,B2 per un concetto di profondità che il termine deepness non puo’ raggiungere,il disco piu’ Techno ricollegandoci ai punti fermi del genere,mood ultra dark,ritmo costruito non su claps o slammin’facili facili ma su ingranaggi post atomici,anche qui una sorpresa,dopo tre minuti, momento dissoluzione funk mandato in orbita da motoseghe grottesche,che capolavoro,che rinascita per la techno music; B1 l’ho lasciata volutamente per ultima,voce medieval robot,due partiture di drummin’ che si incastrano chissà come,sound splendidamente ossessivo,oltranzista.Del Sixth Method vi ho parlato prima,importante perchè con piu’ minds al lavoro.Infine lo scontro con Adam x su Cardiac Dysrhytmia,due tracks e due mix per un cocktail della morte,Techno tutta kickdrums sincopati,andamento belligerante,ricerca sonora ormai compiuta che spiega come si fà la Techno oggi,viaggiando tra machines e software,aggredendo il piu’ possibile,non cedendo mai a facili compromessi,tornando ad essere meno stars e piu’ faceless.Ancient Methods : è riemersa dalla desolazione industriale la Musica Totale,la Techno.

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