D’MARC CANTU – FALLEN – CREME ORGANIZATION

Tra i primi Creme Jak che acquistai ci sono Saturn V -Your Mind, The Jak-Kontrol, e poi Jackmaster Corky-Dimension 106, monicker sotto cui si nascondeva Legowelt; per la verità tutti sappiamo che la Creme Jak è una sub-label della Creme Organization, e sinceramente il mio disordine mi porta a dimenticare o non sapere quanti Creme Organization possiedo,credo di averne tantissimi e quasi tutti in vinile, mi mancano gli ultimi Jak,e non a caso, sia chiaro Unknown e Myriadd sono delle ottime produzioni (per chi si avvicinerà ora verso questi territori musicali il viaggio è tanto lungo quanto affascinante) , ma a mio modo di vedere prive di quel proverbiale taglio evil presente sino allo 011 e precisamente sino a The Minister(Andreas Gehm)- “Paranoia On Planet X”, e sono quasi certo che il primo disco che comprai fu proprio “No Control” di D’Marc,sebbene lo 01 sia “Take ‘Em Off” di JTC preso dopo. E’ una label, o meglio una sub-label che ho amato tanto, su cui ho scritto e discusso molto, era ed è un progetto in cui la Creme Organization ha convogliato tantissime idee,tantissimi stili sotto il mantra Jak: new wave,e.b.m., industrial,suggestioni eighties e nineties, disconotdisco, rare discopunk,ma piu’ di tutto Jackin’ ed Acid sugli scudi come non ne sentivo da tempo, con Artisti di valore assoluto quali Melvin Oliphant,Danny Wolfers,Andreas Gehm,JTC,D’Marc Cantu,Jamal Moss(IBM) a formare un team la cui produzione sonora ero solito recepire in modo univoco ed omogeneo sebbene si trattasse di piu’ Minds sembrava che un unico Grande Spitito Jak li guidasse in questa Missione.In questi anni non ho perso un colpo dietro a ‘sta gente,seguendo passo dopo passo tutte le progressioni,le uscite e perchè no le cadute e le ripetizioni,a me non piacciono quelli che indovinano tutti i dischi,non mi piacciono anche quelli che non bevono e non fumano,sono disumani e l’House Music è umana e si eleva quando è Dramma e quando ti salva, magari tra mura umidissime in qualche città che detesti ma ti trovi li’ perchè sai che il suono sarà catartico.Tempo fà ad un amico dissi, con dei dischi AfroBeat inspired( di cui mi vanto fortemente) di ultima generazione in mano, che amavo questi Artisti, ma si trattava di un mood, di una lezione che avevo mandato a memoria e che la mia crescita musicale/culturale in relazione a questa scena che abbiamo comunque scoperto anche su Int.DeeJay Gigolo(non dimentichiamoci dello scquadrone Dirty Criminals,”Organized Confusion”,2004,quando sinceramente il termine jackbeat non era nemmeno in cantiere e battezzammo il tutto in una fusione Jackin’ & E.B.M.) poteva dirsi conclusa, e che anche se mi fossi trovato in un dibattito dove venivano messe a fuoco le linee piu’ comprensive del genere,perchè questo è un genere,questa è la contemporaneità piu’ alta dell’evoluzione e del vivere Jak,non mi sarei dilungato piu’ di tanto perchè l’intuizione originaria del progetto l’ho vissuta e assimilata come pochi altri.Pero’, c’è un pero’ che negli ultimi giorni fà parecchio rumore nel mio cervello e nel mio cuore,c’è un qualcosa di assolutamente imperdibile che sto bramando di avere quanto prima nelle mie mani,mi ero dimenticato che all’appello mancava un solo full lenght tra i boss dell’ultima acid,il 2×12 piu’ stupendamente deviato uscito negli ultimi tempi,molto piu’ ispirato di Faith di Traxx e Creep Acid del grande JTC,avevo dimenticato che D’Marc Cantu fosse in procinto di uscire con un full lenght.

“Transmogrification” apre il delirio,techy nell’incedere,sinth che si stagliano su un drummin’ che avvisa,che palesa una gara difficile,tortuosa,ma esaltante,un avvio missile per menti dedite al culto,un basso tanto solenne quanto semplice su una melodia sospiro di ansia e paura,scivola via velocissima, con tantissima electro celata (in questo caso nello stop,piu’ avanti nel disco in una coltre Jackin’ ne sentiremo di dettagli/generi mandati letteralmente in orbita),il primo numero è da urlo.
“Fallen”,che titola il Disco, è apoteosi 808,sembra una curva,bella lunga pero’ rispetto al tiro dritto di Transmogrification,lo slammin’di mani sembra un’anestesia per corpi persi,sinth ipnosi che si accompagnano ad un drummin’ ora marziale ora frenetico,sempre guerresco, concentrazione e dedizione al suono totale.
The Power,è la riflessione,finalmente una voce,ma tenetevi forte,che sovente compare a ripetere “dell’energia”,poi uno spoken word diabolico,incomprensibile, addolcito dallo slammin’che ritmicamente potrebbe richiamare certa disco che all’inferno andrà sicuramente per la maggiore.
Stand Up è il Creme Jak pensiero che ritorna nelle sue trame piu’ classiche,natura evil,traccia bastarda,Chicago 2012 fine del mondo,andamento talmente marziale di cui si perdono colori ed emozioni,un videogioco nella giungla piu’ acida,minuto 3.50 sinth ghigno a dirti che non te ne esci piu’, ma dopo neanche un minuto e lo stesso DMarc che ti salva da un tunnel di suoni senza via d’uscita,riportando la macchina su binari di sicurezza assoluta in un finale con drummin’ dell’apocalisse tutto storia dell’House Music e solo beats.
“Oh My” è vicina per sensibilità a Creep Acid di JTC,laddove il suono piu’ raw è la ricerca assoluta e paradossalmente piu’ rudimentale nel risultato,in DMarc diviene una sorta di effetto doppler in cui lui sposta a velocità inaudita Electro Music e Jackin’,la saturazione 808 qui si fà a livelli estremi,traccia da ultimo e vero Rave,la melodia c’è ed è magnificamente robotica,lo slammin’ di mani è convulso ma sempre centrato in ogni parte magistralmente e governa quasi tutta la traccia definendone il percorso.Il finale è gloria Electro Techno virata Chicago DMarc Vision.
“A New Night”, sebbene il segnale oggi per me è digitale(quando avro’ il disco sarà un doppio viaggio perchè il vinile è l’ultimo atto di una comprensione completa di un lavoro), sembra frenare quel mood da inferno apocalittico e la 707 sembra concedersi ad una gioia piu’ club oriented,la classe c’è tutta,la stesura della traccia è una seduziona continua,melodia fat and hot per un sogno di fronte ad una strobo che ci sfila immagini bagnate da suoni coinvolgenti,è tutta nel titolo questa traccia, “A New Night” è tutto cio’ che vorremmo sentire nei clubs.Un sogno rinnovato.
“I Want To Ride” è siamo esattamente a meta’ disco,traccia in cui una specie di Piano House devastata si torce sulla mattanza 808,slammin’ a modellare ipnosi e risveglio,secondo me è il giro al cesso,una cerniera deepness con una sola certezza,abbiamo scelto il disco giusto,possiamo provare a fare tutto quello che vogliamo,forse la traccia love di questo Masterpiece,con tanto di finale atmosfera.
“Shoot The Fish”,non mi soffermo sul titolo,sono troppo lontano da questo ragazzo di Chicago e potrei dare un’interpretazione sbagliata essendo pugliese,Fish qui puo’ avere piu’ significati…questo disco Fallen non conosce pause,è una pazzia continua,uno schiacciasassi perpetuo,Shoot,cazzo è davvero uno sparo che ti prende e ti brucia, non dà tregua,è la ripresa nel club dopo il giro di aria,voce obscure,drummin’ come sassi che cadono dal cielo e vengono trasformati suono/ritmo che è sempre in evoluzione e mai uguale a se stesso,l’esecutore,l’assassino è sempre lo stesso,ma la varietà delle sonorità o meglio delle armi che vengono utilizzate è notevole.
“Say it and its time” è l’unica carezza del disco,su di un impianto electro una luce post Italo Disco che rivela la classe di quest’uomo,un pianto di gioia in un dancefloor troppo spesso umiliato da tracce false e senza anima,”Say It..” è la traccia electroItalo fatta dai ragazzi di Chicago nella Storia,Da Frankie a Felix a Mount Sims arrivando oggi a DMarc,che nel suo stile compie e palesa la sua “ricerca della bellezza”,inutile sprecare parole,una traccia esteticamente perfetta.Si balla,i corpi sono vivi.
“Evil Motion”è tutto quanto ho cercato di dire sino ad adesso,per me questo lavoro di DMarc è il disco sfida,sfida che si realizza pero’ nella produzione musicale,non tra le chiacchiere generate dall’invidia e dalle cattiverie troppo presenti oggi nell’underground,come se ci fosse un concorso per chi se ne vuole scappare prima,Evil è la traccia che ripete se non lo si è ancora compreso che lui in questo genere spacca tutti.
“Fractal” chiude il mostro,un saluto in slow motion,solennità obscure dal solitario,da quel DMarc di cui si sente parlar pochissimo,da quello che in molti non si aspettavano un disco cosi’ straordinario che si sublima in questo ultimo atto,personalissima preghiera Jak per un disco che racchiude segreti e significati che ancora oggi ci rapiscono nell’oblio Acid.

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violentHouseLover
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2 risposte a D’MARC CANTU – FALLEN – CREME ORGANIZATION

  1. marco ha detto:

    Praticamente non riesco più a frane a meno.

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