J.A.M. 001 (LIMITED EDITION)

J.A.M.001HERETHESOUND

Ci sono storie dietro le Labels,dietro i dischi,che sono uguali a centinaia di situazioni che si vivono nella quotidianità,sin da ragazzi se ne vivono di esperienze,si incontrano una marea di problemi,contesti,relazioni difficili in cui devono interagire i cervelli,e ne succedono di tutti i colori,ma l’House Music è tutto questo,una magia che ora hai e dopo un pò non hai piu’,qualcosa che si rinnova ogni volta che chi riesce ad intravedere il vero cammino,sentirne il dramma,rifletterne lo spirito liberatorio trasfigurandosi nella storia di un genere in cui è vivo ancora oggi il suo messaggio originario,frutto di una passione autentica, inscindibile dalla lezione dei Maestri di Chicago e che nell’amore e nella gloria delle minoranze trova il suo senso piu’ profondo… oggi …da Genova…da una città di mare,chiaroscuro di tensioni e di idee che prima o poi dovranno definirsi e verranno recepite, un nuovo inizio House,il primo passo di un qualcosa che viene dopo la LocuraCenere e che si materializza nella volontà di fare le cose,seppur digrignando i denti,come devono essere fatte.

Ad aprire lo 001 Jam c’è Ennio Colaci,producer di origini Salentine con un passato che parla per lui,sempre sulla ricerca elettronica,radici nei nineties, old boy scheggia impazzita tra mille generi negli anni, che oggi mena,è proprio il caso di dirlo,una traccia il cui titolo sa’ di riflessione ideologica e ceffone per come sono andate le cose,lost angels,si’, gli angeli sono persi,la club culture affoga tra l’annaspare dietro la competizione tra DJ, il denaro ed il successo sembrano le uniche cose che contano e rendono credibile il valore di un artista, tutto cio’ è paradossale e disgustoso,quanto di piu’ lontano dai segreti ed i significati dell’underground e della Musica pero’ purtroppo è cosi’,amen,ma Ennio dice la sua,risponde con passione e confeziona un gioiellino Jackin’&Rockin’ con melodia origine,bassoni a far tremare mura di clubs,total dancefloor track, voce monito da predicatore invasato su una religione ed un culto chiamato 303 707 808,dogmi che non verranno mai meno per ogni J.A.M. Mind; Lost Angels ha il tiro da primo Rave,quello in cui tatuaggi e anelli al naso erano cose che non contavano nulla e contava invece l’aspetto trasversale in cui tutti,ripeto tutti,nessuno escluso, potevano esprimersi attraverso la recezione del suono e di una catartica lberta’ legata al vivere la musica,oggi come allora cosi’ Acid.
Punknown è la seconda Mind,di lui non so’ un cazzo,e mi è sconosciuto anche il significato del titolo della sua OgitArteKoak,titolo della track che leggo e rileggo ma da cui riesco ad evincere ben poco, ma per lui e di lui parla il suo lavoro ed incomincio seriamente a pensare che non mi trovo di fronte ad un incipit di una nuova Label,bensi’ sono finalmente e nuovamente davanti ad un progetto incendiario,niente paranoie,voglia di Acid,voglia di muovere il culo,l’andamento analogico delle macchine è volutamente rudimentale, raw,dirty, fà bene a chiamarsi Punknown,la melodia obscure che centra ha un mantra post wave ed Italo che scolpiscono un sorriso sincero sul mio viso,bassone solenne,slammin’ di mani a ripetere fino allo sfinimento: vi vogliamo nel club, vi vogliamo in movimento, “that’s not something to be cool this is our sound to be free”,risento la traccia, avverto anche nell’utilizzo di sinth accenni di techno primordiale,davvero ispirato questo misterioso Punk sulle macchine analogiche.
Terza AcidJackin’ Mind,qui la faccenda si fà sempre piu’ seria,niente questo è un disco Jak Italiano di livello altissimo,”Far from the Sun” di E-dward è il momento classe del Disco,lo slamming di mani governa tutta la traccia,i sinth vengono mandati tutti nella ricerca ipnosi che si realizza in una semplicità sincera ed ispirata, ma il risultato è tremendamente efficace,ogni traccia mi sta bloccando su un doppio/triplo ascolto,mando letteralmente a fare in culo qualsiasi discorso tecnico e mi godo,seppur in via digitale( ma per poco,comprero’ questo disco), questa ItaloVisionJak.Una Trax tutta Mantra Ipno,un treno nell’oscurità,un club una strobo,il mondo che si ferma,bellissimo lo stop al minuto 4.51,luci solo immaginarie per un sole davvero lontano,voci disco,roba da vampiri.
Meschi gioca tutto sulla musicalità,usa la drum come un tamburo,ma la melodia e la sua ricerca e’ il suo flash perenne,sensibilità eighties,nulla è lasciato al caso,traccia pensiero con Piano che sembra salire dal vuoto,uno swing nell’house,non so’ se definirla Balearic con richiami proto disco per certi versi ma è una traccia che presenta molte vie che il nostro sembra percorrere con sicurezza anche se a sto giro predilige un mood acquoso ed indovina un tappeto su cui molti vorranno adagiarsi, è un ruscello House Green Lanes.
Chiude quest’avvio dorato Jackin’ il misterioso Tiger Mask,credevo mettesse a fuoco uno schiacciasassi di taglio Snuff Crew,ed invece mi stupisce aggiungendo invece nel disco proprio l’ultimo elemento, quel mantra mistero per un Acid SpacedOut Track che guarda piu’ a pianeti e stelle( a dispetto di un titolo che potrebbe sviare,o forse c’è dell’ignoto dietro bread & pesto????) e ad una riflessione intima piuttosto che alla voglia di coinvolgere e bruciare sound per il dancefloor,intendiamoci,Bread & Pesto è una traccia godibilissima e ballabilissima,ma sicuramente piu’ mentale rispetto ai suoi lavori che avevo avuto modo di conoscere , o meglio la fisicità si unisce ad un mood in cui si è compreso che il genere avra’ sempre il suo taglio Space(…come diceva un noto DJ nel film di qualche anno fà di Chip E…noi chiamavamo l’House la Space Music…) ed è un bel sentire,gli archisinth,sempre presenti, vengono elaborati e snaturati in un’unico abbozzo distorto,quasi evol,per poi pervenire al minuto 2.35 ad un secondo momento melodico,piu’ fat,drummin’ centrato egregiamente per una traccia pianto e nervi,un ragazzo che sta camminando nell’house,che la sta vivendo col cuore e anche se non lo vuole far notare ne sta assaporando tutti i contenuti,a volte tremendamente dolci ed alle volte tremendamente amari,ma questo è il risultato,ed è un gia’ un grande risultato,piu’ la risento e piu’ mi rendo conto che è essenzialmente uno stop & go che si ripete quasi ad affermare ripetutamente il messaggio che c’è dentro ma in modo esclusivamente musicale,niente hype,nessuna voglia di atteggiarsi,si filtra solo il suono e la sua sfumatura, ed il finale è l’ultimo giro di questi cerchi di fumo giallojak che si perdono tra il cielo e le stelle di Genova.
Un inizio migliore e gente di questo calibro la J.A.M. non lo poteva avere.
P.S. Nell’artwork che ho filtrato da Soundcloud c’è un’immagine che richiama il ‘600,il Manierismo( artisticamente quel periodo non ha un’accezione cosi’negativa trasfigurando l’idea che il principio delle cose è il valore piu’assoluto…) studi da “Fenomenologia degli Stili”…,chi scrive vi segue.

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