DISTAL-ANGRY ACID/FRENCH SCIENCE-TECTONIC

Per ripartire ci vuole una spinta forte,motivata, vera ; su Tectonic, label dedita al dubstep,drum’n’bass  e saltuariamente orientata ad accarezzare spunti techno in chiave decisamente non convenzionale, dopo ben cinquanta releases, approda Distal, al secolo Michael Rathburn, di Atlanta, U.S.A. , e se questa label è intenzionata a puntare forte sull’aspetto eclettico delle sue produzioni non annaspando su dinamiche sicure in cui si muove il 90% dell’underground mondiale, con Distal ha decisamente fatto il colpo dell’anno sino ad adesso, mostrando che il coraggio è l’unica vera fonte che può alimentare l’innovazione.Nei precedenti lavori quali “Boss of the South”,su Grizzly(UK…ci tengo a dirlo),”Apple Bottom” su Tube 10 Recordings( mosaico in cui ogni tassello è la rappresentazione concreta dello studio enorme dei generi esaltati da una schizophrenia strutturata egregiamente unitamente ad una liberta’ espressiva priva di stupidi manierismi), “Android Tourism” su Fortified Audio( sempre UK) o il clamoroso “Tipewreiter Tune VIP” sull’Americana Surefire Sound( magnifico nei tocchi ravey in una leggerezza dopata da contrasti tanto sorprendenti quanto divertenti), Micheal colorava il dubstep, l’House Music più evoluta o certa elettronica(definire questo Artista credetemi non è semplice) di una miriade di elementi in modo tale da incuriosirmi sempre di più e sedurmi ogni volta che sentissi il suo nome, questa volta, perdonatemi, ha fottuto davvero tutti. L’ Acido è arrabbiato, ed Angry Acid ne è il suo dramma contemporaneo, ci prova Micheal, ci prova saltando a piè pari tutto il movimento,non solo legato a quella scuola, fermo a stupide dispute tra nerds del digitale e defenders dell’analogico, ci prova con cio’ che i producers di musica elettronica dovrebbero cercare e mettere in atto,le idee, si le idee nuove che dovrebbero ripulire il costante imborghesimento che la dance non è in grado di fronteggiare.Un incipit che chiama,selvaggio omaggio techno,uno stop che sà di buco ed una melodia pianto,che non viene mai meno per tutta la durata del numero, salvifico e catartico,mi scorrono richiami che vanno dal primissimo Plastikman o Circuit Breaker in giù come se Distal si fosse bevuto tutto il bicchiere,o la bottiglietta,un attacco continuo da 140 bpm tutto amore( per Aphex, Drexcya e Dopplereffect) inframezzato da slammin’ cerebrali e poi boom a chiamare un nuovo e vero rave, sinth consapevolezza e drummin’ intricatissimo,mutevole,che detiene la magia dell’immediatezza e si palesa nella violenza della semplicità, che è un dono che in pochi hanno.Di come sia stata fatta questa traccia non me ne può fregar di meno( potete trovare dettagliatissime spiegazioni laddove vi comprerete il disco tra hi hats  e face slapping hand clap),e anche se lo sapessi non ho alcuna intenzione di scriverlo,perchè dietro c’è un Idea/ispirazione grande,sincera, che mette la freccia e se ne va’ veloce,perchè avanti.Giro il Disco,lascio il volume fino al sopportabile scientificamente provato,cioè al massimo, e Micheal frena, troppo ampia la visione di questo producer e me ne vado in slow mo di chiaro rimando Chicago, ultima nuotata dell’estate, R&B vocal samples per sognare ad occhi aperti e sigarette fumate in rilassatezza estatica provocata da questo gioiellino per adesso  settembrino.C’è tanto nella testa di questo talento che in pochi mesi ha rallegrato le mie giornate con le sue trovate sorprendenti, da genietto della musica elettronica tutto  humour compositivo e futuro in mano.L’Underground esiste e resiste a tutte le cazzate ancora oggi nel 2011, Distal ne è l’esempio più bello.

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