Mick Wills-DemoMiX16CD.

MickWillsdemomiX16heretheVision.

Un nome nel mondo dell’Underground,e nello specifico dell’Electro e della Techno, che non ha davvero bisogno di presentazioni,Mick Wills è già  sugli scudi da diverso tempo e precisamente da un decennio,da quel lontano 2001 che vide il suo debutto su International Deejay Gigolo, label che ai tempi non aveva rivali nello scoprire talenti e nel proporre idee concrete e sound differenti ma ben incastonati in un concept estetico musicale che ha conosciuto un successo di portata mondiale,ci ritroviamo oggi nel pieno della sua interpretazione del suono  targata DemomiX16.La discografia di Mick Wills, sebbene non copiosa, è significativa di uno stile unico che lo ha differenziato dai più; già citati i tre lavori su Gigolo, indimenticabile la traccia Kill Kill, vero e proprio inno electro tech, in cui sprigionava una potenza ed una solidità produttiva inaudita,o Phantom 77,dall’E.P. War of the Nations, dove privilegiava un piglio meno raw,palesando un mantra sempre guerresco ma piu’ mentale, e che dire di un capolavoro quale Scoop VII,sulla raccolta N9 sempre della Gigolo(haime’ traccia che non ha visto la luce in vinile,questo è un mondo che gira davvero al contrario),uno schiacciasassi forgiato nei metalli piu’ resistenti ma preziosi caratterizzato da un andamento marziale fatto ritmo e musica davvero inarrivabile per le  produzioni cosi’ flaccide e borghesi della pseudo minimal tech dello scorso decennio. Mick ha inoltre curato Watch Yourself di C34 con un remix glorioso,ovviamente su Minimal Rome, che potrebbe fare scuola anche a tanta se non a tutta la electrohouse,con quel suo mood tribale,e sempre sulla label Romana sua la ormai mitica “Guerra della Danza”sul Volume2 di “Urbi et Orbi”,voglio ricordare inoltre un remix per l’Italiano Adriano Canzian nel 2008, sulla Space Factory di David Carretta, e i remix per Jonzon e Interfunk,rispettivamente per Psycho Thrill nel 2010 e Automatik Datamatik nel 2009.Un Mix che mi incuriosisce,non ho visto mai live Mick,e purtroppo siamo quasi sempre costretti a sentire e  vedere DJ che purtroppo propongono set e mix davvero piatti, con il pilota automatico inserito…non vi dico dove…metto il CD in macchina e l’aria condizionata è al massimo visto che sono giorni da esaurimento provocato dal caldo che definire torrido non spiega a pieno la situazione,ho oltre 200 km da spararmi, tra andata e ritorno, e devo fare alla svelta, ma questo MIX16, per l’intera durata del viaggio, non verrà mai cambiato,il livello del Mixing e della scelta è davvero troppo alto.Si parte con U.F.O. s di Georges Rodi e cio’ dovrebbe spiegare a chiunque quanto la ricerca di Mick sia vastissima e mai e sottolineo MAI figlia di compromessi, e dopo il primo colpo da Fuoriclasse, subito un taglio jak da giorni nostri scegliendo la prima traccia di Creep Acid di J T C,ossia Creep Syringe Diffuses Malignant Aggression, palesando in poco meno di dieci minuti quanto Storia e Contemporaneità possano e debbano viaggiare insieme; Wills sceglie il trattamento di Melvin Oliphant di Tevo Howard ed il mix ha un chiaro avvio di matrice acid jak, o jakbeat come dice lo stesso Traxx,mantra oscuro dedito alla contesa Mind&Body,sinth che guardano ad una Wave altra, vera, non fatta di giacche di pelle e scarpe a punta,bensi’ Anima Noir che trova il suo completamento in tracce quali “You left me Waiting” e “Oh,Lucille” di The Body Electric e Destination Venus, c’è da già da commuoversi, batte fortissimo un cuore electro,wave ed acid,i generi sono davvero collegati e mixati magistralmente.Sono rapito ed ipnotizzato e come per incanto Chicago si fà viva attraverso Virgo Four,per l’esattezza Mick sceglie “I have always Wanted” con quella melodia tanto beffarda quanto incantevole, cosi’ tremendamente eighties e piena di atmosfera,omaggiando un lavoro che hanno conosciuto e amato praticamente tutti, non sento più caldo,io ed il climatizzatore in macchina siamo una cosa sola e se avevo pensato eighties quale più degna ed alta prosecuzione se non nineties ed il groove si fà fat con Smooth Groove di Tronik House su Planet E, bass 1997 che spinge per davvero e te lo senti nello stomaco e sinth leggendari per un ritmo che coinvolgerebbe anche uno zombie.Gerd, Elect Pt 1 e Morphosis fanno si’ che io non abbia alcuna necessità di avere un book o semplicemente la lista degli artisti scelti, dire che sto godendo e quanto questo mix mi stia aiutando oggi non credo possa interessare ma interesserà sicuramente ed è sufficiente dire che Mick è davvero un grandissimo DJ, un vero grande cerimoniere del suono più alto, attitudine battagliera e melodia obscure e incantevole non scemano mai, il Mix è ormai un film nei miei occhi e quando Kawn di Rabih entra in un passaggio drammatico penso esattamente queste cose : “Il Tedesco mi ha spedito il Mix più bello e serio che c’è in circolazione, quanto cazzo spacca” ! D Marc Cantu mi strappa un sorriso, i Creme Jak c’è li ho tutti in vinile e li ho letteralmente consumati, sono lacrime nere che nelle seguenti tracce di Asmodeus e Tearist realizzano uno scenario apocalittico o meglio da vera dance dell’Apocalisse( e qui Mick potrebbe aprire un concept tutto da sviluppare a mio modo di vedere) e penso che è una tragedia non averlo potuto vedere mai dal vivo, la prossima volta buttero’ giù le mura per poter assistere ad un suo set.Il finale con Pierre ed Univac è un tributo o un gesto d’amore come preferite  per l’old school dell’House o semplicemente per la quintessenza dell’House, devo scendere dalla macchina e sbrigare tutto e mi manca l’ultima traccia, dovevo scendere già prima ma il mondo si fotta e ascolto l’ultima traccia,”Mickey please” di  Bene Gesserit, ed è sostanzialmente un omaggio alla scena industrial wave Belga, quanta classe, che scelta, che mondo enorme c’è dietro  questo grandissimo Artista, Dj Vero e visionario, il volume che fuoriesce dalla mia macchina  è a livelli improponibili per i comuni mortali alle 20.15 di mattina,ma questo Mix non è per i comuni mortali ed è un esempio di quanta passione e professionalità muova Mick nelle sue visioni marziali, scenari  apocalittici per  atmosfere cinematiche, una scelta che dimostra fierezza,capacità al massimo e consapevolezza estrema del suono.Grandissimo.

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