Phase-Transantarctic-Token

Aschley Burchett è un ottimo Mastering Engineer ed uno stimato Artwork Designer, ma più di ogni altra cosa, da quel lontano 12″ Module Overload su Cosmic Records di ben undici anni fà, è ormai una delle Techno Mind più importanti in Europa in virtu’ di produzioni che hanno sempre mostrato cosa sia,in una confusione generale generata da un’incredibile perdita del significato originario del genere, la Techno oggi nella sua essenza più sincera e credibile.Ormai stabile su Token Records, label predestinata nel portare avanti un determinato tipo di discorso e cioè, base, ispirazione, e referente massimo nella Techno di Detroit unitamente a dinamiche e sensibilità che guardano all’Europa più obscure e vagamente industrial, nell’accezione del termine post post post la sua storia dagli esordi, Phase confeziona l’ennesimo gioiello di luce tech, consolidando uno stile che chi ha la fortuna di seguire il Ragazzo della terra d’Albione dovrebbe riconoscere dopo quindici secondi di ascolto.Nella stessa scia di Fragmenta, Ryder’s Return/At first light e Subtext, Transantarctic, ultima sua fatica,mostra subito la sua potenza racchiusa in una produzione le cui scelte sonore in sostanza completano la sua visione ed il suo lavoro di questi anni giungendo inevitabilmente ad un E.P. che possiamo senza alcun timore giudicare come il suo disco più rappresentativo.Ed ora il disco nella sua fisicità: la traccia che da’ il titolo all’E.P. è ossigeno per ogni vero amante del genere; l’amore per Jeff Mills e Robert Hood non è palesato come rispetto ma ostentato come ideologia e credo assoluto, ed un amore del genere infiammato da un karma cosi sincero non poteva non produrre una tale gioia; il tiro è dritto e senza compromessi, linee melodiche calde e coinvolgenti a cui fanno da contraltare tick tagliati da un bassone post post post Lil Louis in extasy per la serie ti do’ la techno ma so’ cos’è l’house più incendiaria, il tutto inframezzato da sinth lamiera che creano saltuariamente nel percorso di questa track accenni spacedout che comunque non privano mai la fisicità di questo treno stellare.Dome Argus riporta tutto su un piano claustrofobico e inizialmente palesa momenti e rimandi ravey, poi classico mantra melodia tipicamente in stile Phase a far da professore a tutti mostrando cos’è una traccia di minimal techno; doppio drumming apparentemente complicato ma centratissimo il cui obiettivo è ipnosi  per un finale che sa’ di alba o cambiamento dello scenario.Chiude la mattanza Plateau Station che che aggredisce sin dal primo colpo in un crescendo in cui i sinth abbozzano l’avvicinarsi della battaglia tech su una corsa solo rallentata da un secondo drumming momento che sembra frenare ed invece è vietatissimo rallentare per una traccia tanto potente quanto scheletrica nelle sue componenti e decisa nella sua ipnosi che si realizza in due momenti melodici glaciali.Un disco chiaramente targato Token Records e cioè la Techno per quello che è al massimo di cio’ che si puo’ ottenere nella contemporaneità. Phase è uno di quelli che riesce a farci camminare a testa alta.Leader.

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