Minimum Syndicat – Volume 5 – MinimumSyndicat

Era un pò che tenevo d’occhio questa  label Francese già forte di produzioni che stimavo e che ho ascoltato parecchio(Minimum Syndicat feat Umwelt,Minimum Syndicat/Shadow Runner) perchè indirizzate in un territorio in cui i compromessi, le mezze misure, la paura di non risultare digeribili a molti sono componenti che per questa Gente hanno un’importanza pari a zero… e questo spirito di vero Rave e potenza AcidTech mi sembrava tanto sincero quanto ispirato. Se, come ho detto prima, le produzioni che conoscevo erano di livello e caratterizzate da una spinta di violenza raveistica che dimostrava una coscienza storica che si palesava al primo ascolto, oggi, con questo Volume 5, a mio modo di vedere, si va oltre.Ben oltre.Un ensemble di artisti che sono passato presente e futuro dell’underground su una piattaforma Italia-Francia impensabile, visti i trascorsi calcistici, dove si realizza non una riesumazione delle dinamiche originarie bensi una riproposizione dell’antica furia attraverso una sensibilità  attuale ed una struttura compositiva assolutamente centrata.Si parte e la prima track porta la firma di Sandro Galli, e questo nome per chi è Italiano (ma anche per chi non lo è),  e ama l’Acid e la Techno, non è un nome qualsiasi; la stima, il rispetto per il suo lavoro rimarrà per sempre marchiato a fuoco grazie a produzioni leggendarie su ACV,HOT TRAX, ma oggi non è il giorno delle commemorazioni e della nostalgia perchè Sandro mostra al mondo intero cos’è una AcidTechTrax in tutto il suo splendore e la sua forza attraverso una visione rigenerata ed una  sensibilità contemporanea osteggiata da una fisicità totale che pochissime  produzioni Acid odierne hanno. Mantra oscuro,bassline integrale per un connubio mind & body acidissimo su un viaggio a occhi chiusi che fà di Odissey un assalto spacedoutacidtech  in cui, in poco più di cinque minuti, si rinnova il signficato vero del genere ripulendolo dagli espedienti borghesi dell’ultimo decennio che hanno, non mi stanchero’ mai di dirlo, solo umiliato un’intera generazione.Una traccia che attacca sempre, arricchita da questo contrasto che rende Odyssey tanto mentale quanto fisica, ti manda nello spazio e sei li’ con i piedi incollati ad un dancefloor vero pero’, perchè per suonare una traccia del genere devi essere un DJ con la guerra dentro e che deve avere un pubblico devoto,punk nello spirito e cultura Techno che scorre veloce nelle vene , un solo alto rimando mi sovviene nell’ascoltarla e che voglio citare(nessuno può sminuire questo lavoro contestualizzandolo di qua’ o di la’), x102 con meno stop and go e U R nelle progressioni più estreme.Quello di Galli è un ritorno in stile Conte di Montecristo.Sotto il monicker Goleador si muove Roma Minimale ed è già mattanza electro drogata acid,controllo totale delle macchine e delle intenzioni, slamming di mani che sono ceffoni e dignità del proprio stile e del proprio credo, voce ipnosi e lamiera tagliatesta tick techno Detroitiani a chiamare la rivolta e a dire che chi è alla ricerca di Suono può solo cercarlo nell’Underground ; cosa aggiungere, traccia stupenda che ascolto e riascolto, impossibile star fermi, non ti viene neanche voglia di giocarci sopra, va da sola, grida vendetta e ha in se quella verità che i ragazzi Romani possono ribadire in tutto il mondo a testa alta in virtu’ della  storia Techno della loro Città : PENSA GLOBALE AGISCI LOCALE, in sostanza la traccia electrotech più sanguinante di questo 2011.E ora Minimum Syndicat, per inciso le Minds nazionali del Belpaese hanno rilasciato due tracce Masterpiece su questo Volume 5, ma Minimum risponde da guerriero e confeziona due pillole della morte per Ravers Kamikaze che finalmente possono rialzare le proprie teste e ritrovare la dignità perduta;Agoraphobia( citazione da Grecista consumato per Syndicat)è una track che non la manda a dire e probabilmente vuole urlare la propria ribellione e scagliare il proprio attacco dall’alto verso le masse,altro che paura, questa è strategia; drumming ad alto voltaggio e sinth archi horror scellerati su un groviglio acid che si libera al minuto 2.14 e la volontà è quella di non fermarsi, mai, neanche per un attimo ed al minuto 4.25 comincia un ipnosi che sà vagamente di retaggio trance e chiude questa gemma in un finale da scenario post atomico tutto sostanza e zero utopie.Dark Passenger è tutta nel titolo,prenderebbe per mano anche Caronte, ormai il disco ha già completato la sua missione, che è quella di riportare e ribadire la Techno attraverso formule consapevoli del passato ma assolutamente  contemporanee nella loro percezione attuale; andamento assolutamente marziale e stop dopo solo un minuto…è la voce del passeggero oscuro prepara il percorso che è inevitabilmente segnato da un tasso di acidità obscure oltre il livello di guardia,slamming guerresco, mantra nerissimo, karmabattaglia segnato a vita…ad ogni respiro ad ogni sosta corrisponde una spinta verso l’ignoto sempre più violenta e fascinosa…tutte le linee di sinth creano complessivamente una melodia della paura che viene magicamente spezzata dall’ansia e il tutto mi rallegra e rende felice perchè questo lavoro dice a chiare lettere che se la cercate la Techno è più che viva e impressiona per credo e potenza delle sue menti.Sia chiaro, siamo in un territorio completamente differente rispetto alle visioni presenti in Morphosis(altro grandissimo disco), ed in un mondo parallelo a Feed Forward( dove il concept industrial Anglosassone trovava il suo ultimo step) ma più famelico perchè è come se in questo lavoro questi Artisti si siano caricati tutto il genere da soli e unicamente con le loro forze dando vita ad un gioiello la cui luce brillerà per molto.Passione Techno al massimo.

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