The Steaknives-Il concerto,Istanbul Cafe’25 Marzo…una profezia nelle mani dell’Oscar.

Vado non vado, era partita cosi la mia giornata al mattino e per quanto lontano da quel mondo, il Punk, aver sentito quel fottuto pezzo Stupid People  mi aveva  messo in moto non so’ quale meccanismo e accelerato più di qualche scatto perchè dovevo sbrigarmi, perchè l’esperienza mi insegna che se un concerto è Punk, se la Band è vera, non poteva che  farmi  bene e che un centinaio di kilometri non erano poi cosi’ tanti.Mi metto in macchina e conscio del valore della proposta della White Zoo, unica nel panorama nazionale( a dir il vero tra le pochissime in Europa in quel campo ad attirare la mia attenzione) mi muovo verso l’Istanbul, locale che conosco bene nel Salento e che per certi versi, posizionato li’, sembra abbia sempre guardato e rappresentato il posto più aperto e più distante dalle scelte di massa che sono quanto di più basso e mortificante per quella magnifica terra che può vantare grandi artisti in parecchi ambiti.Me ne sbatto, gente o non gente, festa o non festa mi dirigo chiedendomi che tipo di concerto avrebbero presentato gli Steaknives( i cui membri sono nei Silver Cocks e nei Giuda) e se fossero stati in grado di proporre quella stessa forza,violenza,energia che hanno in studio, nella dimensione live. Conosco i ragazzi prima del gig, mi sembrano carichi ma tranquilli, scambiamo due chiacchiere e l’ambiente è giusto…possiamo fumare e bere in una sorta di tranquillità apparente in cui pero’ aleggia aria di tempesta, arrivano un bel po’ di amici, anche alcuni DJ Techno incuriositi dalla proposta di questo ensemble Sardo-Romanesco che fa’ molto Nazione, e la situazione è quella che mi piace di più e cioe’ “PENSA GLOBALE AGISCI LOCALE”.Mi sento carico perchè ho avuto una sorta di premonizione…serpeggia voglia di Punk una voglia che viene soddisfatta dalla salita sul palco del Principe Enrico Scalas( principe di quale casato non s’è capito ma poco importa)…1 2 minuti e siamo nella west coast U.S.A. frenata da un andamento che ha la band nel fondere più stilemi “fratelli” delle scene che hanno incendiato il globo negli ormai tanti anni di Punk e affini, ma la band ingrana, via via presentano il disco e davanti al palco  è tempesta e rispetto.Da Radical Shit a Big money è inferno, non un attimo di respiro,passando per la rivolta di Big Take Over alla Storia che già rappresenta Devil Inside. Riconosco tutti i pezzi ma neanche ci penso poi cosi tanto, hanno questo potere gli Steaknives di non farti pensare a nulla, ti buttano nei loro riff, niente pose, un tiro dritto, un suono apparentemente semplice ma carico di storia e accorgimenti, tutto vero, una sorta di monolite Punk che non ha assolutamente il bisogno di trucchetti ed effetti speciali.Questi ragazzi non barano, hanno solo voglia di suonare, di esseri loro stessi che significa essere la loro musica.Si dice che il giorno dopo abbiano visitato bar e posti con personaggi bizzarri…si dice che abbiano conosciuto un anziano Guru che ha letto le loro mani e il loro suono…si dicono un mucchio di cose ma questi sono romanzi che spesso accompagnano la storia di talune bands, o forse no.Mi resta comunque nel cuore il fatto di aver conosciuto dei Ragazzi,dei Punks, che nel 2011 possono camminare a testa alta, gente vera, viva, che nel mio libro della Musica ci saranno sempre.Eroici.Punk is higher than u can think and imagine with The Steaknives !!!

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