INTERVISTA-JOE DRIVE(MATH+++ – HOTMIXrec)

N : Forse il nome che fà più discutere, imminente il suo debutto su Mathematics con il suo RD-2452 più un lavoro( Underrated Love) su HotMiX con il meglio dell’Underground Italiano con cui va a formare una vera e propria scena di cui già si stanno accorgendo in parecchi.Il Math+++ lo stiamo aspettando in vinile e tramite Soundcloud siamo tutti consapevoli dello spessore artistico di Joe, il cui lavoro viene classificato dai più come DeepHouse( personalmente accetto questa catalogazione in parte) ma siamo consci che il suo viaggio sonoro ha radici ben lontane…puoi parlarci di te nel senso più musicale del termine? Dove si colloca, se ti guardassi un attimo indietro, il punto d’inizio di questa music-story che oggi ti vede debuttare su una Label il cui valore è riconosciuto a livello mondiale?

Joe D. : Il merito è di mio fratello che ,quando ero piccolo, mi portava in giro in auto e  mi faceva ascoltare musica, in tal senso il mio primo “amore” musicale sono stati i Talking Heads e i Devo, ma sono cresciuto ascoltando davvero di tutto…fin quando ho scoperto la musica elettronica e quindi la Techno e l’ House music che mi hanno portato inevitabilmente ad amare la Black Music….sono rimasto folgorato e pian piano ho deciso di provare a comporre..con il passare del tempo la passione è diventata una “necessità”…

N. :Molte volte fare un’intervista prevede parti scontate ma la mia curiosità di ascoltatore selvaggio mi porta subito a chiederti,in relazione alle sensazioni legate al tuo sound, se alla base delle tue produzioni ci sia più un fattore di tipo emotivo o tecnico nel senso che aprioristicamente ti poni degli obiettivi o cerchi di bilanciare queste due componenti? Ti chiedo cio’ in virtu’ del fatto che la prima sensazione che ho avuto nell’ascoltare la prima volta un tuo lavoro mi sembrava di entrare nel viaggio di una persona e sinceramente mi sono chiesto dove, se dietro a tanto sound corroborato da un utilizzo delle macchine ottimo, vuoi portare la tua gente…Joe c’è un messaggio dietro tutto questo lavoro che potresti spiegare con le parole(la musica dice e
comunica qualcosa che solo chi la produce sa’ esattamente…ma noi ci proviamo con questa doppiadomanda tremenda a capire di più)?

Joe D. : Beh…sarà banale ma posso dirti che il mio obiettivo quando faccio musica è trasmettere emozioni e raccontare una storia…poi in base alla traccia il “messaggio” magari risulta diverso..ma questo nella testa di chi lo ascolta…che rielabora credo quello che ha “sentito” in modo del tutto personale..in fin dei conti credo sia questa la magia della musica…

N. : Ascoltando Vanguard, ma anche tante altre tue track, sembra di trovarsi di fronte ad un gioco vuoto-suono impercettibile…tutto cio’ dà un tocco di magia.Tra gli appassionati o gente che scrive di musica quello che io chiamo vuoto-suono è una vera e propria ossessione(anche nel rock per band come Velvet Underground o Joy Division si parlava di questo concetto), sei consapevole di questa cosa?  E’ un aspetto importante questa definizione dei suoni cosi secca o è solo una mia suggestione

Joe D.  :   Non sei la prima persona ad aver notato questa caratteristica..anche se in verità in passato mi è stata posta più come un difetto..”ci manca qualcosa” ahahah…posso dirti che l’idea di una composizione che presenti un gioco vuoto-suono, come lo chiami tu, mi ha sempre entusiasmato, perchè se ci penso la maggior parte degli artisti che adoro presentano questa caratteristica..e forse anche per questo mi viene cosi..

N. :Cosa pensi della dimensione club…è un mondo che ti affascina o preferisci pensare a te come un Producer per cui la dimensione studio è cio’ che conta maggiormente?

Joe D. :   Ho frequentato i club quando ero un po’ più giovane, quindi sicuramente l’idea di tornarci per fare dei live sets ad esempio mi affascina molto, ma rimane il fatto che per me la cosa più importante e continuare a fare musica.

N. : Joe quando guardi alle produzioni che escono, U.S.A.,Germania, UK, Olanda etc etc in che stato ritieni sia oggi l’House o anche la Techno?

Joe D. :  Mah..penso che ci sono sempre grandi dischi in giro, bisogna solo trovarli…ci sono e ci saranno sempre…poi onestamente non sono molto bravo con le definizioni..House e Techno per me sono la stessa cosa…

N. : In molti parlano della crisi del vinile, il 90% delle persone che leggeranno quest’intervista compra i dischi ancora(come il sottoscritto), puoi dirci cosa ne pensi a riguardo? E quando vedi un DJ con il laptop,tractor. ableton cosa pensi? Sii sincero.

Joe D. :    Sicuramente ti dico che preferisco il vinile e l’ analogico in senso assoluto…utilizzare un sinth “vero” piuttosto che un plug-in è tutt’ un altra cosa…ma il discorso è piuttosto complesso secondo me..l’avvento del digitale ( e di internet ) ha portato dei cambiamenti mostruosi ma anche positivi da certi punti di vista..come diceva il grande J.Stinson

a.k.a. Drexciya “don’t be afraid of evolution”….poi quando ascolto un disco o un DJ..mi

soffermo sulla musica e su quello che mi trasmette..su come viene realizzata o diffusa non

mi interessa..le macchine sono strumenti..e chi gli dice cosa fare..che sia musica stupenda o

pessima..siamo sempre noi uomini..

N. : Una delle domande che mi preme di più fare è se concretamente si realizza nel tuo lavoro,nelle tue produzioni, il suono che senti nella tua testa; i suoni che senti nel tuo cervello si realizzano effettivamente attraverso le tue macchine o credi che per far combaciare il tutto dovrai ancora lavorare parecchio?

Joe D. Come ti dicevo prima mi soffermo molto sull’ aspetto emozionale di una traccia..e quindi su cosa voglio dire…in definitiva quello che viene chiamato “visione”..poi con il tempo ho capito che, per me, è importante realizzare una traccia in poche sessions ma lunghe..questo per non perdere il “fuoco” di quello che sto facendo… quando sono in studio vado in una specie di trance..so solo che c’è come una voce che mi dice questo va e questo no..e mi dice “ok ora va bene !!“…poi ovviamente ho, come credo un po’ tutti i produttori,  dei suoni a cui sono legato e che per forza di cose magari  mi rappresentano

N : Cosa stai preparando al momento? Solitamente i Producers quando hanno un E.P. in uscita a giorni in cantiere invece ne avrebbero altri tre o quattro, puoi darci delle anticipazioni in merito a svolte o continuerai su queste linee che rappresentano
già un mood solido e apprezzatissimo?

Joe D. :      …Ho diversi progetti “in essere”..ma  al momento non posso dire ancora nulla ; )

N. : Ti è dispiaciuta la definizione roadtriphouse? alcuni miei amici per dire che sound fai dicono roadtriphouse…spero non mi farai denunce…ma ho coniato questa definizione perchè avevo l’impressione di mettermi in macchina e dover macinare kilometri per affrontare un lungo viaggio e sono sicuro che il viaggio, la sperimentazione,il guardare avanti nonostante tante difficoltà siano alla base della tua HouseVision.
Un saluto pieno di rispetto e ammirazione ad un ragazzo che impreziosisce di gran lunga tutto il panorama Underground musicale Italiano.Grazie Joe.

1)      No..altro che !! mi è piaciuta molto..come ti ho detto prima non sono bravo con le definizioni, specie poi se si tratta di musica mia…però roadtriphouse mi piace…sarà perchè oramai ascolto musica  quasi esclusivamente in auto mentre guido !! hahaha…

Un saluto a te ed un grazie per le belle domande che mi hai fatto..ancora grazie per il tuo supporto.

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